| Bambini soggetti al rischio più alto
Per motivi biologici i bambini sono più sensibili degli adulti ai rischi ambientali: su scala mondiale i due terzi di tutte le malattie prevenibili aventi cause ambientali colpiscono i bambini. L'età è un fattore determinante del rischio ambientale perché tutti i processi di assorbimento e di metabolismo sono accelerati nell'infanzia. Un altro importante fattore predisponente è costituito dal fatto che i bambini respirano più aria degli adulti - circa il doppio per kg di peso corporeo - e l'aria che respirano è di peggiore qualità in quanto più vicina al suolo e quindi più ricca delle micidiali polveri fini residuate dalla combustione dei carburanti, che tra l'altro vengono inalate e assorbite più in profondità di quanto non avvenga negli adulti. Il problema dell'inquinamento atmosferico è, nel Nord come nel Sud del mondo, di gran lunga il problema ambientale più serio: si calcola che qualcosa come 3 milioni di morti premature nel mondo - di cui circa il 90 % nel terzo mondo - sia dovuto a infezioni respiratorie croniche in larga misura determinate dalla cattiva qualità dell'aria. Mediante l'introduzione delle marmitte catalitiche per le auto molti paesi industrializzati, tra cui l'Italia, hanno significativamente ridotto la quantità di piombo e altri metalli, ma il problema inquinamento dell'aria è lungi dall'essere risolto, perché permangono nell'atmosfera altre sostanze inquinanti. Critica la situazione per ciò che riguarda il benzene proveniente dai mezzi di trasporto, che secondo recenti studi è una delle sostanze più pericolose per la salute dei bambini. Sostanza volatile organica, eliminata dalla combustione delle comuni benzine e dal fumo di sigaretta, il benzene è dappertutto ed è difficile difendere i bambini dai rischi che comporta. Esso penetra nell'organismo attraverso i polmoni; una frazione compresa tra il 18 e il 50% del benzene inalato viene rapidamente assorbita dal sangue. Il benzene è stato classificato tra le sostanze cancerogene per l'uomo. Ma manca la consapevolezza sui rischi che rappresenta per i bambini e conseguentemente sulle misure da prendere per limitarne i danni. Per esempio è certamente opportuno aerare l'auto durante le soste, nel corso di lunghi viaggi con i bambini, dal momento che il benzene, sviluppatosi al momento della combustione, si accumula dentro le autovetture. Sarebbe inoltre consigliabile evitar loro permanenze troppo prolungate in macchina, inoltre tenere i finestrini aperti è una buona norma igienica. Secondo le elaborazioni della Commissione Tossicologica Nazionale sull'esposizione al benzene, in Italia "un massimo di 272 casi annui di leucemia, su un totale nazionale di 5.500 casi sono imputabili al benzene". Tra questi i casi di leucemia nei bambini sono circa 400, circa l'8% (fonte OMS ). Altrettanto micidiali le polveri fini, un altro residuo della combustione, sottili e penetranti fin nella mucosa bronchiale. Questo tipo di inquinamento supera spesso i valori massimi stabiliti, esercita pesanti effetti sulla salute della popolazione in tutte le fasce di età (è la causa di crisi respiratorie e attacchi di asma in soggetti già malati) e rappresenta secondo l'OMS il problema più rilevante dell'inquinamento in Italia. Non esiste per queste sostanze un effetto soglia, cioè non esiste un livello al di sotto del quale non ci sono effetti negativi. Bronchite e polmonite sono le malattie in cui il nesso causale con l'esposizione al traffico pesante è maggiormente dimostrato, ma sempre nelle zone urbane e metropolitane; viceversa essere esposti al traffico pesante se si vive in zone in cui l'a-ria non è inquinata, non costituisce un grosso rischio per la salute. Solo misure severe di limitazione del traffico costituiscono una efficace misura protettiva e preventiva della salute infantile.
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